Sunday, November 13, 2005

Nettare

Abbracciare quell'oceano,
penetrare quell'acqua che riscopro
come un venire alla luce nuovamente.
Immergersi nell'essenza
di una esistenza primordiale,
bere della felicità
che il perdersi da.
Bagnarsi di entusiasmo
del non incontrarsi
e trovarsi risolti
nell'indeterminatezza
dei contorni miei dimenticati.
Tornare all'alba
della spensieratezza,
non percepire quindi
il tempo che passa,
il corpo dilatato
in occhi chiusi.
E poi e poi e poi...
Le tue parole,
forti,
mi svegliano
a quella realtà temuta.
L'oceano si ritrae...
mi richiamano a quel limite
della corporeità.
E comincia la mia notte.
E' morte.

4 Comments:

Anonymous Anonymous said...

Aaaahhh cuanto dolor!!!! Sin embargo, la vida pronto se acaba, yo mismo voy a tragarme, nomás un puño de tierra. jajajaa, chingao pa' que sufrir cuando se vive feliz en el rincón de la vida. Aquellos que sufren por ser olvidados yo mismo voy a llevarles, nomas un puño de m...

6:03 AM  
Blogger Aiutami, Schopenhauer!!!!!! said...

yo ya vivo en el rincón de la vida, lo sabes, y no soy infeliz. Gracias pero por el comentario tan poético...yo espero entonces que me lleves ese puño de...cuando te pases por aquí a tomarte ese cafe...hehehehe

6:22 PM  
Blogger entropia said...

Non ho paura di essere sola! quale migliore occasione per ascoltarsi? per capire davvero chi sei senza anestetizzarti di cose, persone, di impegni?
amo a volte la solitudine e la ricerco, ma il nichilismo di cui parlo (è raro, a dire il vero)nasce da una tristezza antica che a volte sale...è in questi momenti che mi pesa la solitudine....

8:31 PM  
Blogger entropia said...

P.S. "tomarte ese cafe...?????"
ahahahah
sei un audace!!!!!

8:32 PM  

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