Wednesday, November 30, 2005

La realidad
se desdobla en el reflejo
de cristales, movimiento
de vida
que pasa a mi lado...
La contemplo,
te contemplo...
y me veo, en aquel pasar,
en tus ojos que reconozco
como desconocidos...
Tu ser, enorme, gigante
frente a mis manos que
no te agotan
en la posesión...
Sos tiempo, sos inmensidad
que me quebranta
que me asombra
dejandome percibir
que mi entendimiento,
que mi sentimiento,
no son nada más
que fluir.

Tuesday, November 29, 2005

...........................un passo in piú.....
verso il mio "torno subito"..................................

Wednesday, November 23, 2005

Nada es peor
que el desprecio
disfrazado
de La indiferencia.

Monday, November 21, 2005

Palazzo di cristallo

Mi vinci, con la tua imperiosa forza.
Battaglia senza vincitori,
ricado nell'apatia dell'alba
di quel giorno
in cui il tempo si fermò
apparentemente
per ingannare la mia pelle,
e per sfuggire poi via,
veloce...
Un palazzo di cristallo,
illumato per noi,
forme astratte...l'oscurità che scende
silenziosa.
E vorrei detenere quel tempo,
impossessarmi di quel regno
che mi sfugge,
lasciando sanguinante la mia carne,
lacerate le unghie del mio orgoglio
che si scoprì debole
e insulso.

Wednesday, November 16, 2005

Tic, tac, tic...

Tempo liquido,
fluente trascorso di istanti,
in cui la mente annaspa
aggrappandosi a ogni rumore
di ogni secondo che,
passando,
lascia una marca nella carne.
Condannato
che aspetti l'ora della libertà,
e quella agonizza
nei campi desolati di te stesso,
protetta da un filo di pazzia.
Ma il tuo tempo
proiettato nella vaghezza dei giorni,
si disvela nell'inutilità di quell'eterno
nonsenso
che è la tua stessa attesa.

Sunday, November 13, 2005

Nettare

Abbracciare quell'oceano,
penetrare quell'acqua che riscopro
come un venire alla luce nuovamente.
Immergersi nell'essenza
di una esistenza primordiale,
bere della felicità
che il perdersi da.
Bagnarsi di entusiasmo
del non incontrarsi
e trovarsi risolti
nell'indeterminatezza
dei contorni miei dimenticati.
Tornare all'alba
della spensieratezza,
non percepire quindi
il tempo che passa,
il corpo dilatato
in occhi chiusi.
E poi e poi e poi...
Le tue parole,
forti,
mi svegliano
a quella realtà temuta.
L'oceano si ritrae...
mi richiamano a quel limite
della corporeità.
E comincia la mia notte.
E' morte.

Friday, November 11, 2005

Salto nel buio

Le pulsazioni mi lasciano senza respiro.
Si muovono come spasmi,
mi afferrano e mi abbandonano
alle paure,
alla fretta di arrivare
dove già sono in ritardo.
Non c'è uscita
da questo stato.
La parole muoiono
al fiorire delle sensazioni.
La lontananza
ingigantisce le percezioni
stanche
di una notte infernale
che è eterno ritorno
di desolato silenzio.

Thursday, November 10, 2005

Nella misura in cui la dottrina contiene un'affermazione riguardo all'essere vero (e qualunque sia il suo contenuto di verità, non è verificabile in questa vita), con una cosa non ha nulla in comune: con la realtà vissuta; poichè deve degradarla a mondo apparente. E nella misura in cui la dottrina contiene un'indicazione per inabissarsi nell'essere vero, non conduce alla realtà vissuta, ma all'annientamento.
Il principio dialogico- M. Buber

Wednesday, November 09, 2005

Me vestire de tu mismo mantel,
me enredare en la obscuridad de tu silencio,
y bajare en los meandros del olvido.
Y tú moriras en el llanto
del tiempo que no viviste,
en la añoranza
de aquel coraje que no tuviste.

Mondo

"(...) il mondo è lì, vicino alla tua pelle, se vuoi, o, se lo preferisci, rannicchiato nella tua anima: è il tuo oggetto, rimane a tuo piacere, e ti rimane fondamentalmente estraneo, fuori e dentro di te. Lo percepisci, ne fai la tua verità: si lascia prendere da te, ma non ti si dà. Solo riguardo al mondo puoi capirti con gli altri; il mondo, anche se si mostra a ognuno in modo differente, è disposto ad essere il vostro oggetto comune: ma in esso non puoi incontrare l'altro. Senza il mondo non puoi continuare a vivere; ma se in esso dovessi morire, saresti sepolto nel nulla."
Il principio dialogico- M. Buber

Monday, November 07, 2005

Ironia

La realidad
es tan obvia
que es casi banal.
Te escondes detrás de un secreto
te vistes de misterio
para nutrir una cruel ilusión,
en la que vives,
en la que vivo.
Algún día despertaré.
Algún día despertarás.

Ruidos

Me pierdo en las palabras contadas,
en las risas de un bar...
Ando con el alma embarazada
de tristeza...
Ya son ruidos los que escucho
venir de los demás.
Hasta mi instinto está callado...
Los reflejos que llegan
de tu perfíl
son bastardos confundidos,
son ilusiones de superficiales.
Y te busco, en algún rincón de la memoria
te busco. Porque sólo allí,
me parece,
se quedo enredada
la presencia
de nuestra despedida.

Friday, November 04, 2005

Variazioni sul tema

Idiota,
ti osservo vagare per vie senza moventi.
Idiota,
ti vedo credere in quelle ombre del tuo animo
proiettate in una scatola vuota.
Idiota,
ti percepisco piangere per i fantasmi della tua mente.
Idiota,
credi ancora nelle fantasie della tua ubriachezza.
Idiota,
ti perdesti nella vacuità delle tue illusioni.
Idiota, idiota, idiota...
e aspetta e aspetta e aspetta
finchè il tempo non ti abbia tolto qualsiasi forza,
finchè il tempo non ti contraddica...
aspetta, fino a che non ti sveglierai
sotto le macerie di quei tempi che mai possedesti....

Thursday, November 03, 2005

Techo blanco

No son recuerdos,
sino fragmentos de presencialidad
que desgarran mi carne.
Sentirte, que anima mi piel,
que deja vivir, en mi mano,
el calor de tu existencia...

Wednesday, November 02, 2005

Un omogeneo, lattiginoso, nucleo di sensazioni,
malleabili, sfuggevoli, indefinibili, appiccicosi
sentimenti...
Una via d'uscita è quella porta
che chiuderai, per non permettermi
di salvarmi
dalla prigione
in cui mi chiudi
e mi abbandoni tra le marce mura
del mio pensiero...

Tuesday, November 01, 2005

Fading away...

Visi ripiombano negli occhi della memoria.
Una sguardo rubato al tempo, nel riflesso di una finestra,
il movimento di un viaggio che mi strappò a quel profilo,
che continuò a danzare nella fantasia.
Sorrisi svaniti nel fluire della vita,
momenti condivisi, ed adesso non ci sei più.
Mani che si disgiungono, per lasciare che il passo degli anni continui.
Storie raccontate e raccontate,
ma sempre ascoltate come fossero ambrosia per me.
Visi che mai si cancelleranno,
che mi accompagneranno
nella privacità di un cuore
che li custodirà nei segreti
dei propri battiti...e mai più avranno forma...