Thursday, July 20, 2006

il sosia

Uscí sulla terrazza. Era un'estate calda. Ma quella notte rinfrancava le membra: una fresca brezza accarezzava le sue lunghe gambe. Si accese una sigaretta, guardando le stelle lontane che, come piccoli fari, illuminavano il cielo nero...e se saltassi? Il mio corpo ritroverebbe quell'antico equilibrio in un addio...Si sentiva l'anima piena...che succederebbe se saltassi? e tutta la realtá ritroverebbe senso in quei brevi istanti di corsa...volare...e, mentre pensava questo, giá una gamba aveva scavalcato la balaustra...continuava a fumare...che succederebbe? come sarebbe questa terrazza senza di me? e questo mondo che adesso immagino? L'altra gamba era fuori...che succederebbe in un'altra dimensione? ma perché poi vorrei uccidermi?
Si lasció scivolare...
Era in piedi in cucina, preparandosi un mate...faceva freddo, l'inverno era crudo, come lui sempre diceva. Il freddo gli faceva paura. Ad un tratto il mate gli scivoló dalle mani, rovesciandosi sul pavimento...che é successo? Nulla, mi é scivolata la bombilla...rimase alcuni secondi fissando la pozza...perché? Che mi é successo?
Tutta la famiglia di lei era in chiesa. Nessuno capiva quel gesto...e come si potrebbe? Tutto era sembrato fino a quel momento normale...lei non aveva lasciato biglietti, nè scuse, nè spiegazioni...faceva ancora progetti, aveva in mente tante cose...e poi? che era successo?
Ad un tratto proprio lei entró...che ci facevano tutti raccolti lí? e perché tutti piangevano? Si avvicinó immediatamente a suo fratello, ma lui non la vide: c'era troppa confusione, in fin dei conti la gente le voleva bene: sei l'allegria di tutti, le dicevano...Allora si avvicinó a suo nipote, gli passó una mano tra i ricci, e lui la guardó e le sorrise...allora sono reale, pensó lei...immediatamente si diresse verso sua sorella...piangeva, non so, non so cosa sia successo, cosa le sia passato per la mente...non so...cercava allora di chiamarla, ma lei non la sentiva, né la vedeva...d'improvviso si giró verso l'altare. Inorridí: nella bara c'era il suo proprio corpo, ricomposto...Si sedette, si sentiva svenire. Che é successo? che mi é successo?
Passarono mesi. Lui le scrisse. Era sparita, non aveva mai piú risposto alle sue lettere. Si risolse a mandare una lettera a casa dei suoi genitori: aveva quell'indirizzo da anni, ma non lo aveva mai usato, lí sei sempre come una meteora, le diceva, e rideva. A quella lettera rispose allora la sorella di lei, mentre lei la guardava ancora piangere. Gli scriveva in inglese: la informo che lei é morta...mi immagino che sia importante che lei lo sappia...non sappiamo cosa sia successo, né perché lo abbia fatto...é stato un gesto improvviso ed inspiegabile...ma come? si chiedeva lei? perché piangono e non vedono che sono qui? che é successo?
Si diresse a casa di lui. In quel momento lui teneva quella lettera tra le mani. Piangeva. Gli si avvicinó, e gli passó una mano tra i capelli. Lui alzó il viso e respiró profondamente. Non voleva farsi vedere piangere, gli avrebbero fatto domande, chiesto che cosa fosse successo...e come spiegarlo? Lei si appoggió a lui e pianse. Lui tremava. Che le é successo? perché lo ha fatto? che é successo?

Friday, July 14, 2006

Il vento accarezzava la sua pelle malata.
Rintanata in se stessa, si vedeva proiettata in quel riflesso oscuro, di un mare placido in cui si distendevano mille luci lontane...ed avrebbe voluto sdraiare anche lei le membra stanche...palpebre semichiuse, cercavano...sbattevano, sentendo quel fumo che si portava via una parte di passato...
E girava lo sguardo nella notte...¿qué pasará?...¿donde estarás?...siempre volverás, lo sé...lo espero...siempre volverás...espero, yo te espero...siempre...

Saturday, July 01, 2006

Colinas lejanas

Cerramos la puerta.
Se acaba y se empieza.
Nuevos horizontes.
Recuerdos. Cerrados en ese cuarto.
Cerrados en el alma.
Hacia adelante.
Siempre.
Respiro.
Hacia adelante.
Siempre hacia adelante.