Wednesday, January 28, 2009

Entrare ed uscire perennemente da quelle stanze. Una porta si apriva nell'altra. Uno spazio si dischiudeva all'antecedente ed al seguente. Un lungo corridoio di luoghi rettangolari, senza finestre e senza via di fuga. Una serie interminabile di storie. Una stanza, una vita.
Entrava ed usciva perennemente da quelle stanze, da quelle vite. Una storia si apriva nell'altra. Un personaggio si aggiungeva all'antecedente ed al seguente. Una lunga vicissitudine di volti e parole. Senza passioni nè silenzi. Una serie interminabile di vite. Una storia, una vita.
Entrava ed usciva perennemente da quelle situazioni. Sempre si aggiungeva un particolare in più.
Entrava ed usciva perennemente da quelle storie. Passava dall'una all'altra, lasciandosi alle spalle qualcosa e trovando sempre qualcosa di simile. Una specie di tempo statico, un movimento lineare, sempre e solo lineare.
Si girava indietro e guardava, mentre entrava ed usciva perennemente da quelle stanze. Entrava e girava un interruttore. Usciva ed entrava in una seguente, accendeva un interruttore e si avvicinava a un tavolo. Usciva ed entrava nella seguente, accendeva un interruttore e si avvicinava a un tavolo per prendere una pentola di zuppa. Usciva ed entrava nella seguente, accendeva un interruttore e si avvicinava a un tavolo per prendere una pentola di zuppa, si sedeva a una sedia. Usciva ed entrava nella seguente, accendeva un interruttore e si avvicinava a un tavolo per prendere una pentola di zuppa, si sedeva a una sedia e affondava il cucchiaio nel brodo. Usciva ed entrava nella seguente, acceColor del textondeva un interruttore e si avvicinava ad un tavolo per prendere una pentola di zuppa, si sedeva a una sedia ed affondava il cucchiaio nel brodo per sorbirlo tranquillamente mentre guardava i passanti dalla finestra della sua fantasia.....Usciva ed entrava da quelle stanze, mentre pensava a tutti i volti che non aveva osservato, a tutti i cuori che non aveva amato. Seduto su un'impalcatura, il brodo gli fece indigestione. Cadde.
Guardó per l'ultima volta attraverso lo spaccato di quelle stanze, e si rivide in ognuna di esse, compiere sempre una azione alla volta, una in più e cosí via.
Aveva perso il tempo ed il conto delle stupidaggini compiute in quella vita fatta di istanti.
E non aveva mai voluto cambiare il brodo per qualcosa che non gli facesse tanto male...

Saturday, January 24, 2009

Mi guardi.
Guardi la mia pelle.
Mi spoglio, davanti a te, per farmi attraversare dalla tua voluttà.
E mi piacerebbe permetterti di farmi vivere, profondamente, completamente. Quel brivido di euforia. Un lasciarmi andare a te. Decidere di abbandonarmi.
Vivere la vita appoggiata ad una balaustra. Sperimentare la vita, scriverla, reinventarla e giocare con te. Che sei ció che accende la passione. La mia passione. Scappare, liberarmi....no, non sono capace di rinunciare a te, alla sensualitá che apri per me, ai mondi che dischiudi, nel silenzio di noi. Decidere di abbandonarmi.
Alla stranezza.
E sia.

Sunday, January 04, 2009

Perchè?
Di nuovo mi aggiro negli stessi angusti spazi e chiedo allo specchio di me stessa di non tradire quella muta fedeltà dell'ascolto...mutilazione, silenzio che non sopporto!
Perchè?
Ora il tuo volto ha quest'ombra di decaduta volontà di vivere.
Mi spiace. Agonizzi, agonizzo.
Ti guardo morire.
E non faccio nulla.